JMAS: Sincronizzare le foto

March 3, 2011 Leave a comment

Nonostante i telefoni siano ormai veri e propri computer e siano collegabili al vostro desktop in infinite maniere, provvedere al salvataggio delle foto dal telefono al PC resta sempre un’attività per lo più disattesa.

Un po per pigrizia, un po perché le cose che apparentemente sembrano facili poi possono diventare più complicate di quanto si vorrebbe, si finisce sempre per rimandare la cosa, per farla in maniera non strutturata, per non farla affatto.

Il risultato è che nella gran parte dei casi non siamo affatto certi di aver salvato tutte le foto del nostro cellulare sul PC o in un altro luogo sicuro. Può quindi facilmente capitare di perdere i nostri scatti in qualche incidente, micro SD che si guastano, telefoni che si perdono o peggio…

Ecco quindi che ho sentito immediatamente l’esigenza di una soluzione. Il programma che cercavo doveva avere queste caratteristiche:

  1. Essere gratuito, almeno nella versione base;
  2. Funzionare automaticamente, salvando le nuove foto man mano che vengono fatte;
  3. Utilizzare un account online, per esempio Picasa, possibilmente avendo la facoltà di gestirne più di uno;
  4. Salvare se possibile anche i video;
  5. Non pesare eccessivamente sulle prestazioni del telefono, o quanto meno dare completo controllo sul processo, permettendo per esempio di mettere in pausa i caricamenti;
  6. Avere la possibilità di configurare l’upload in base al livello di carica, o alla tipologia di connessione presente, per esempio solo in presenza di una connessione wi-fi, all’orario;
  7. Essere affidabile, non “dimenticando” foto, ne producendo duplicati o traffico inutilmente;
  8. Presenza di un log delle operazioni effettuate;
  9. Possibilità di manipolazioni delle foto post-upload (cancellazione, spostamento in un’altra cartella, rename etc);

Pensavo di trovare facilmente quello di cui avevo bisogno, anche perché ad una prima occhiata sul market avevo notato un gran numero di applicazioni che sembravano adatte al caso.

In realtà la ricerca è stata più complessa e forse non totalmente soddisfatta, in quanto ognuna delle applicazioni aveva qualche difetto che non mi rendeva totalmente soddisfatto.

In particolare ecco i programmi che ho provato, le loro caratteristiche e quali difetti ho riscontrato nell’utilizzo sul mio cellulare. Ovviamente può darsi che le stesse applicazioni a voi vadano benissimo, per il vostro gusto o per la diversa risposta su un hardware diverso, quello che segue è comunque il mio feeling, personalissimo e individuale.


Picasa Tool Pro (link)

Programma che si connette ad uno o più account Picasa e permette di visualizzare ed in qualche misura manipolare gli album e le foto già presenti.

Ha una modalità di caricamento manuale delle foto, anche in modalità batch.

Da segnalare l’autenticazione oAuth, che fa sempre piacere.

Permette di visualizzare le foto preferite dagli utenti Picasa (vetrina, featured) ed ha anche una modalità di ricerca.

Nella versione gratuita sono presenti banner pubblicitari, che purtroppo non vengono tenuti in considerazione nella gestione del formato della pagina, risultando così un pochino fastidiosi.

E’ un bel programmino e fa quello che dice, ma non sono riuscito a capire se c’è la possibilità di far caricare le foto automaticamente, a me pare di no, quindi non mi sembra risolvere il problema che mi sono posto di gestire.

E’ comunque interessante la sua capacità di segnalare in una lista apposita le nuove immagini, che possono quindi essere caricate con un’azione manuale.


PicPush (link)

Programma disegnato specificatamente per l’upload di immagini su server internet.

E’ compatibile con Facebook, Flickr, Gallery, Photobucket, Picasa, Shutterfly, SmugSmug. Non ho fatto prove ma penso che sia anche possibile impostare più di un account per ogni tipo.

E’ possibile definire quali cartelle monitorare e quindi da questo punto di vista c’è la massima flessibilità. Si possono caricare anche video. La configurazione è piuttosto ricca e permette di regolare la tempestività degli upload, se mantenere private le foto caricate, se effettuare upload durante le chiamate telefoniche, se cancellare o meno le foto dal telefono dopo l’upload. Ci sono opzioni anche per regolare il comportamento del programma in funzione della presenza o meno di alimentazione o del livello della batteria.

Purtroppo non è possibile decidere di effettuare gli upload solo in presenza di certe reti dati.

Il programma è quindi molto completo, ma nell’uso ho riscontrato alcune problematiche fastidiose legate al comportamento non sempre lineare del programma (rallentamenti, mancati caricamenti di alcune foto, duplicazioni di altre). I problemi non sono costanti e magari potrebbero non presentarsi in configurazioni diverse dalla mia.

Ultima cosa da segnalare, il programma funziona in versione gratuita solo per trenta giorni, poi è necessario acquistarlo.


Picasa Photo & Video Uploader (link)

Questa applicazione richiede la registrazione presso il sito del produttore, Pixelpipe, cosa che già di per se non mi piace molto. L’accesso all’account Picasa avviene tramite oAuth, e questo invece mi piace.

Ho trovato il processo di configurazione molto innaturale e laborioso. Non mi sembra ci sia la possibilità di scegliere quali cartelle monitorare, ne settare condizioni particolari per l’upload. In teoria dovrebbe caricare automaticamente le immagini ed i video, ma nella pratica mi sono ritrovato a dover avviare a mano il processo, non so se per qualche mio errore o per un difetto del programma.

Non so se per caso o meno, questo è l’unico programma che ha caricato due foto in maniera parziale, quindi inutilizzabili.

Una cosa interessante è la possibilità di configurare un numero molto alto di altri servizi, compresi alcuni di gestione foto, come Flickr o Kodak Gallery, ma non ho fatto prove se non con Picasa.

Tendenzialmente non è un programma che mi attira particolarmente, per vari motivi, legati soprattutto al modo in cui è stato architettato che non si sposa al mio modo abituale di pensare e lavorare.


iTookThisOnMyPhone (link)

Anche questo programma richiede la registrazione sul sito del produttore (è un vizio), quanto meno la registrazione è molto semplice ed effettuabile dal telefono.

I siti supportati sono parecchi: Facebook, Flickr, Photobucket, Picasa, Shutterfly, Tinypic, WebShots, Youtube. Oltre alle foto sono supportati anche i video.

Una volta configurato il programma questo si prende carico di fare upload di ogni nuova foto che viene scattata, monitorando automaticamente la cartella di default della fotocamera. Nella configurazione base le foto vengono caricate sul sito di itookthisonmyphone, e di questo va tenuto conto nel valutare il programma.

Per poter caricare le foto su Picasa il programma richiede le credenziali Google in maniera diretta, quindi non ho effettuato la registrazione e non so se il canale di replica delle foto dal loro sito a quello Picasa funziona davvero in maniera efficiente.

Andando a tirare le somme il programma fa il lavoro richiesto, utilizzando il proprio server come database primario delle foto, e gestendo gli altri come opzionali. Nel caso di Picasa il modello di autenticazione non è di mio gradimento.


PhotoBucket Mobile (link)

PhotoBucket è un sito dedicato alla gestione di foto online, alla stessa stregua di Picasa o Flickr, e questo programma è il tool ufficiale per gestire e caricare foto dal cellulare.

In questo caso l’iscrizione al sito è d’obbligo per poterne usare le funzionalità, d’altra parte sia l’account del sito che il programma sono gratuiti. Nel programma sono presenti banner pubblicitari, ma la gestione ne tiene conto e quindi il dimensionamento della finestra risulta comunque corretto.

La configurazione è piuttosto semplice e una volta impostato il programma si comporta egregiamente, caricando sistematicamente e tempestivamente tutte le foto nuove sull’album dedicato del sito. Lo stesso avviene con i video che ritroverete sullo stesso album delle foto nel sito.

Anche in questo caso è possibile gestire alcuni parametri di configurazione, in particolare definire se caricare foto e video e su quale album del sito, ma non è possibile definire limitazioni basate su orario, tipo di rete o livello di carica del cellulare. La cosa come potete immaginare può risultare problematica quando vi trovate con un collegamento dati a bassa velocità o in presenza di tariffe che rendono gli upload costosi e non convenienti.

Il programma si comporta bene, caricando tempestivamente immagini e video, senza grossi impatti (oltre naturalmente alla banda occupata durante l’operazione che ovviamente rallenta altre eventuali attività di rete).

Non ho riscontrato particolari problemi al di la della mancanza di molte delle possibilità di configurazione che avevo espresso nella mia lista dei desideri iniziale.


PhotoCloud (link)

Questo programma mi lascia spiazzato. Praticamente non prevede alcuna configurazione al di la del pretendere le credenziali Google direttamente e senza oAuth, cosa di per se non gradevolissima.

Fatto questo perdiamo il controllo totalmente sul comportamento del programma, il quale da solo stabilisce dai parametri del sistema quale sia la cartella delle foto (e nel mio caso ci azzecca) e si predispone per fare l’upload di tutti i nuovi file che in quella cartella vengono salvati dalla fotocamera.

L’account Picasa è ovviamente quello ricavato dalle credenziali Google e l’album di riferimento è quello denominato DropBox.

Gli upload avvengono solo in presenza di una rete wifi, cosa intelligente, ma non emendabili neanche volontariamente.

Insomma un programma abbastanza efficace, ma che è del tutto privo di configurabilità e flessibilità, e che mi lascia anche poco convinto dalle modalità di richiesta delle credenziali.

Da rivedere in caso di aggiornamenti, ma per ora non certo il primo della lista.


Conclusioni

Il più interessante e completo dei programmi sembra essere PicPush, ma nell’utilizzarlo ho riscontrato dei problemi, in particolare sia di duplicazione degli upload che di “dimenticanza” di alcune foto. Inoltre l’applicazione risulta più pesante di altre durante gli upload. Se fosse gratuita forse si potrebbe passare sopra questi difetti, ma essendo necessario il pagamento alla fine del periodo di prova ho per ora scartato la possibilità di utilizzarla. Disinstallato.

Picasa Tool Pro non effettua l’upload automatico e quindi non mi serve per l’obiettivo principale che mi sono posto, resta però una buona soluzione, forse la migliore, per chi non volesse automatismi. Ho deciso quindi di non disinstallarlo, ma di mantenerlo come possibile backup alternativo su Picasa.

Di Picasa Photo & Video Uploader non mi piace niente. La modalità d’uso, il passaggio necessario sul loro sito, senza contare gli upload errati. E’ questione di gusti, ma per me è stata semplice la decisione di disinstallarla.

iTookThisOnMyPhone può essere una soluzione, ma solo se si sceglie di conservare le foto sul loro sito, altrimenti non ha molto senso. Per quanto mi riguarda ho valutato questa possibilità, ma poi ho preferito utilizzare un’altra soluzione. Anche questo disinstallato, ma da rivedere in futuro se dovesse evolvere.

PhotoCloud funziona ed anche bene, ed è forse una possibile soluzione per chi ha paga la banda e vuole essere certo di non trovarsi upload quando è fuori dalla copertura di una rete wifi. Ma richiede la registrazione diretta con le credenziali Picasa e non permette in pratica alcuna configurazione. Scartata e disinstallata ma da verificare in futuro, nel caso evolvesse.

Alla fine ho quindi scelto PhotoBucket. Non che mi soddisfi pienamente, ma ha alcuni pregi innegabili: funziona bene, non pesa molto durante gli upload, in una settimana d’uso non ha perso una foto o un video, ha un sito molto ben fatto per la gestione delle foto caricate. D’altra parte non è molto configurabile, non quanto vorrei, carica qualsiasi foto o video venga salvato sulla vostra microSD, anche se è stato scaricato da web e non prodotto da uno scatto della fotocamera, non permette configurazione alcuna delle modalità di upload etc. Però è molto semplice e veloce bloccare gli upload nel caso si volesse farli partire solo al momento in cui ci si trova sotto copertura wifi, in caso di errore di caricamento ne tiene traccia e permette facilmente di ripetere il tentativo di upload, e infine sembra globalmente molto affidabile.

Per oggi è tutto, se avete commenti da fare sul tema, se conoscete applicazioni migliori o avete capito come usare meglio quelle che ho provato io, per favore segnalatemelo.

Grazie in anticipo e buon divertimento.

JMAS: Locus

February 28, 2011 Leave a comment

LocusCreare un’applicazione che abbia a che fare con le mappe su Android non è certo un’impresa facile, considerando che di default su ogni terminale Android troviamo installata Google Maps ed il relativo navigatore, entrambe gratuite.

Eppure Locus ha un suo perché, anzi, ha tutta una serie di motivi per cui vale la pena installarla ed utilizzarla.

E non si tratta soltanto della netta sensazione di avere a che fare con un software scritto come si deve, che si prova mentre la si usa.

Obiettivamente il programma ha molte funzionalità utili, ed alcune anche originali, che lo distinguono da altri di questo tipo, e sicuramente ne rendono l’installazione interessante.

Il principale motivo di interesse per questa applicazione è determinato dalla possibilità di utilizzare mappe provenienti da una serie ampia di fonti, in particolare in questo momento sulla versione installata nel mio cellulare trovo, tra le altre, le seguenti mappe:

  • Open Street Map, un set di mappe aperte realizzate ed aggiornate dagli utenti, molto interessanti non tanto per la completezza, in alcuni casi veramente eccellente nei dettagli minuti, quanto nella possibilità di vedere mappe particolari come quelle dei trasporti o delle piste ciclabili. Ovviamente la presenza o meno di informazioni per le varie tipologie di mappe dipende dall’attivismo dei contributori. Come ho detto già si tratta di mappe open.
  • Google Maps, le solite mappe Google, che il programma è in grado di accedere e supportare;
  • OVI Maps, le mappe Nokia, anche in questo caso accedute online ed utilizzate direttamente dal programma;
  • Yahoo Maps, le mappe Yahoo, come sopra scaricate al volo da internet;
  • Bing, le mappe Microsoft, vale il solito discorso;
  • un altro nutrito gruppo di mappe con localizzazioni specifiche, come le mappe topologiche statunitensi e molte mappe di paesi del nord Europa;

Già questa flessibilità mi sembra sufficiente di per se per giustificare l’installazione del programma, peraltro neanche troppo ingombrante (meno di 2MB). Aggiungete la possibilità di scaricare alcune delle mappe che più ci interessano per poterle accedere anche offline, cosa fa fare con un po di granus salis, dato l’ingombro di questo tipo di mappe, ma utile certamente in tante occasioni.

Non mancano poi le classiche funzioni di questo tipo di applicazioni:

  • Tracking GPS, per la registrazione del vostro percorso;
  • Gestione dei punti di interesse (il programma appena installato non ne contiene, ma potete scaricarne da varie fonti, o crearne di vostri);
  • supporto ed integrazioni con varie altre applicazioni
  • supporto per l’utilizzo di un GPS bluetooth

Tra le tante mi ha divertito in particolare la possibilità di registrare con il supporto del GPS la posizione dove state parcheggiando, per poter poi ritrovare più facilmente la vostra macchina. Si può anche impostare un allarme (pensate ai parcheggi a pedaggio orario) e fare perfino una foto della macchina. Vi assicuro che in certi casi mi sono trovato in passato a desiderare di avere una funzione simile.

Le funzionalità sono davvero tante, vi lascio il divertimento di sperimentarle, e vi suggerisco di curiosare tra le cose “strane” come il supporto al geocaching :-)

Buon divertimento.

LocusLocus

JMAS: Battery Monitor Widget – Process Monitor Widget

February 16, 2011 Leave a comment

Non c’è smanettone che si rispetti che non usi qualche diavoleria per tenere sotto controllo il comportamento del proprio sistema, e quando parliamo di Android non si fa eccezione.

Di questi tool che ne sono a bizzeffe, e sicuramente ognuno ha le sue preferenze, finendo spesso ad utilizzarne più di uno.

Io stesso ne ho installati un numero imprecisato e ci giocherello nell’attesa di decidere quali cancellare (ma in fondo con un giga di spazio per installare applicazioni potrei anche non cancellare niente).

Dei tanti provati ce ne sono due che son finiti nella mia home, mentre tanti altri sono installati ma vengono utilizzati solo di tanto in tanto. I motivi per cui questi due widget mi piacciono tanto sono parecchi: semplici, funzionanti (qualche bug esiste ma dipende probabilmente dalle caratteristiche del telefono), abbastanza piccoli, anche se non piccolissimi, e ricchi di feature anche piuttosto interessanti.

Casualmente sono prodotti dallo stesso sviluppatore, 3c06, uno riguarda il controllo della batteria e l’altro quello del sistema (CPU, RAM etc).

Si tratta di Battery Monitor Widget e di Process Monitor Widget.

Battery Monitor Widget

Battery Monitor Widget for AndroidE’ un widget davvero completo per il monitoraggio della batteria. Tiene traccia dello stato della batteria, dei consumi, della temperatura ed opzionalmente può memorizzare questi dati per poterli visualizzare in dei grafici.

Su alcuni telefoni parte dei dati indicati potrebbero non essere rilevabili, un difetto dei driver Android di quel telefono piuttosto che del widget (su Optimus One per esempio la temperatura è sballata).

Possono essere anche impostati degli allarmi che si attivano in base a parametri definiti da voi, come la temperatura, la carica etc. Ha una funzione di previsione di durata o di ricarica della batteria.

Molto utile per tenere sotto controllo i consumi e verificare eventuali problemi.

Quello che vedete a sinistra è il grafico dello stato della batteria dopo l’ultima ricarica, la linea bianca piatta in alto è la notte, come vedete il cellulare al momento fa un po fatica a raggiungere la fine della giornata, forse a causa dell’overclock, forse perché necessita di un wipe del file di statistica della batteria (prima di andare a letto provo).

Process Monitor Widget

Process Monitor Widget for AndroidQuesto widget invece si occupa di tenere sotto controllo i processi e l’utilizzo della CPU del vostro telefono Android.

Non mi metto ad elencare puntualmente tutte le cose che fa, perché sono in larga parte le stesse che trovate in altri tool di questo tipo: kill dei task, monitoraggio della CPU e della RAM, gestione delle applicazioni etc etc

C’è invece da dire che le cose che fa le fa molto bene e non ho trovato nessun problema nell’utilizzarlo, e questo è già un bel risultato, che aggiunto alla sensazione che si tratti di un’applicazione “leggera” me la fa preferire a molte altre.

A sinistra la schermata principale che compare quando si apre il widget, a sua volta configurabile per mostrare le informazioni che preferiamo.

Come vedete al momento il mio cellulare è un attimino ingolfato dalle applicazioni, anche dello stesso tipo, d’altra parte non sono mai stato molto tenero con i miei computer, tranne forse quello d’ufficio che preferisco non smanazzare troppo per ovvi motivi.

La caratteristica però più interessante di questo widget è la possibilità di attivare la modalità di registrazione. In questa modalità il widget memorizza su di un file i dati che man mano produce, per un periodo di tempo che stabiliamo al momento dell’attivazione di questa funzione.

Successivamente è possibile analizzare i dati, visualizzando un grafico molto interessante ed interattivo. Ad esempio si può cliccare (o dovrei dire diteggiare?) su uno dei task monitorati e vedere evidenziato nel grafico i suoi dati (in bianco)

Process Monitor Widget for AndroidIn questo esempio qui a fianco viene evidenziato ad esempio il gioco Angry Birds, potete vedere che ha un picco all’inizio del monitoraggio, per poi crollare quando mia figlia a smesso di giocare.

La frequenza indicata a sinistra è quella media, cliccandoci si evidenza sul grafico la sua linea. Per ogni valore il primo click evidenzia in bianco il grafico insieme agli altri, il secondo mostra solo quella linea di dati, il terzo ripristina il grafico completo.

Ci sono molti utilizzi per questo piccolo monitorino, a me è stato utilissimo alcuni giorni fa quando avevo un’applicazioni che di notte mi mangiava inutilmente la batteria, lasciata attiva la registrazione e la mattina avevo la foto del colpevole :-)

Per oggi è tutto, perdonatemi se non mi dilungo molto in questi articoletti, ci tengo a condividere la mia esperienza ma ho davvero poco tempo ed amo essere molto diretto ed andare al punto.

Spero che i miei consigli vi siano utili, buon divertimento.

LG Optimus One (P500): ROM LOL 1.2

February 15, 2011 2 comments

Stamane ho incontrato un vecchio amico (ciao Angelo), lo conosco dai tempi dell’Amiga, ed abbiamo parlato un po di Android.

Ad un certo punto ha detto una cosa che mi ha colpito: “Android è per gli smanettoni, Apple per chi il telefono lo vuole usare e non gli interessa come funziona“. Penso sia una cosa in larga parte vera, anche se ovviamente un telefono Android lo potete comprare e lasciare esattamente come l’avete preso, vivendo peraltro felici e contenti al pari di un utente Apple.

WP7 potrebbe essere una via di mezzo, ma è probabile che l’impronta da telefono d’azienda che si porta dietro Microsoft venga amplificata dall’accordo Nokia. Staremo a vedere, per ora è un player interessante da tenere d’occhio, da bravi laici.

Tornando alla frase del mio amico, “è per gli smanettoni“, come potevo smentirlo visto che noi smanettoni siamo sempre stati, e che entrambi avevamo alla cintura un telefono “moddato” ??

La cosa bella è che non serve nemmeno essere hacker per “smanettare“.

Ma divago. Ora volevo solo raccontare, in questo che vi ricordo è il mio diario, come ieri ho installato una ROM custom, creata da Paolo da Chieri, denominata in maniera scherzosa LOL, nella versione 1.2 (se mi leggi, grazie Paolo, bel lavoro).

Le caratteristiche della ROM le potete trovare, insieme ad una spiegazione sulle modalità di installazione, che comunque ripeto brevemente di seguito, sul forum di AndroidWorld.it

La ROM utilizza un kernel modificato che permette l’overclock e migliora alcune caratteristiche, risolvendo anche un bug presente nel kernel stock del P500. Il kernel è un’opera di un utente del forum xda-developers, mic_os, un Ukraino a cui vanno i nostri ringraziamenti :-)

Le modalità di installazione sono molto semplici, e presumono che siate già in possesso di un cellulare P500 in cui è stato sbloccato l’accesso root ed installata una custom recovery, come descritto in un mio precedente post.

Il processo di installazione avrà l’effetto di azzerare tutto il contenuto del cellulare: contatti, SMS, storia delle chiamate, applicazioni, configurazioni, tutto! E’ quindi necessario se volete conservare questi dati farne un backup. Io ho utilizzato MyBackup Root, ma va benissimo anche Titanium Backup.

Ecco dunque gli step che ho seguito, ricordatevi, se avete voglia di farlo anche voi, che rischiate di rendere inutilizzabile il telefono, e che questo non dipende ovviamente da me.

  • Backup dei dati con MyBackup Root;
  • Collegato il telefono con USB, in modalità disco, e copia di tutti i file della SD sul computer;
  • Ho spento il telefono;
  • Ho avviato in recovery (tasti “home“, “volume giù“, “accensione” premuti contemporaneamente);
  • Usando i menu della recovery, con i tasti volume per spostarmi e con il tasto menu per confermare le scelte, ho partizionato la sdcard (spazio ZERO per lo swap, spazio 1GB per la partizione ext2). Lo spazio della partizione ext2 è quello che avrete poi a disposizione per installare le applicazioni, quindi scegliete la quantità in base alla disponibilità della SD card ed alle vostre esigenze. 256 mega sono già più di quanto avevate nel telefono, 512 dovrebbero essere tanti per tutti, io sono pazzo ed ho mezzo un giga :-)
  • Ho quindi convertito con l’apposito menu la partizione ext2 in ext3;
  • Ho fatto il wipe, sempre dai menu della custom recovery: data/factory, cache, dalvik-cache, ext, android_secure);
  • A questo punto ho collegato il cellulare al PC con il cavo USB ed ho attivato il disco USB tramite il menu della recovery “usb-toggle“;
  • Ho copiato lo zip file della ROM (scaricabile dal forum che ho indicato sopra) sulla SD card;
  • Visto che c’ero ho anche copiato dal PC, sulla SD, la cartella contenente il backup di MyBackup Root;
  • Finalmente, sempre dal menu della recovery, ho usato la funzione “flash from sdcard“, ho selezionato il file zip appena copiato ed avviato il processo;
  • Ho atteso pazientemente il tempo necessario (mi pare un paio di minuti o giù di li);
  • Una volta ottenuto il messaggio di conferma dell’avvenuto aggiornamento ho effettuato il reboot, sempre dal solito menu della recovery;
  • Ho atteso MOLTO pazientemente i minuti necessari per il riavvio (il primo ha bisogno di 5-6 minuti);
  • Dopo il primo riavvio ho fatto una configurazione minima del cellulare (inserito semplicemente il mio account google) ed ho scaricato dal market il programma di backup MyBackup Root;
  • Utilizzando MyBackup ho ripristinato applicazioni, dati e configurazioni;
  • Alla fine del processo di ripristino ho fatto un bel reboot;

Niente di difficile. Dopo l’installazione ed il ripristino ovviamente c’è da fare un po di lavoro di configurazione quanto meno della home e di qualche applicazione che digerisce male il ripristino, ma niente di sconvolgente.

Il cellulare con questa ROM di base andrà a 245/729/interactive con un discreto overclock. In effetti tutto sembra più responsivo, non so se per il kernel modificato o per la CPU pompata.

Ho giocato un po con le frequenze ed il mio cellulare diventa instabile superati gli 800Mhz, ma direi che non è poi necessario spingere troppo, va benissimo già con le frequenze di fabbrica, anche se ovviamente un po di overclock sicuramente si può fare e non ci fa schifo…

Riscontro un consumo della batteria aumentato in maniera visibile, ma verificherò nei prossimi giorni se si tratta di un impressione o di un fatto reale…

Dimenticavo, una cosa per ora unica in questa ROM è la presenza di un menu di spegnimento modificato, che permette anche il reboot e l’accesso alla “custom recovery” senza dover ricorrere alla combinazione di tasti hardware di default, una chicca molto comoda inventata da Paolo e che presto sarà adottata anche in altre ROM. Ancora complimenti a Paolo :-)

Per ora è tutto, buon divertimento….

JMAS: DroidFish Chess

February 12, 2011 Leave a comment

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Oggi vi presento un programma di scacchi. So che non si tratta di un gioco così diffuso come meriterebbe, ma sicuramente sarà gradito da uno dei miei migliori amici (che condivide con me l’acquisto di un LG Optimus One) e per me questo giustifica ampiamente lo sforzo di condividere questa bella scoperta.

Tra l’altro non si tratta neanche di un programma troppo facile da trovare sul Market.

Il programma è DroidFish Chess, un software open source basato sul motore Stockfish 2.0, e nonostante l’implementazione sia ovviamente basata su java i risultati dal punto di vista della forza di gioco sono notevoli, sufficienti comunque per dare qualcosa da fare ad un giocatore di media bravura (ed abbastanza per strapazzare un giocatore arrugginito come me).

Con un’occupazione di spazio inferiore al megabyte ed una ricchezza di feature considerevole, questo programma entra di forza nella mia libreria Android, la famosa Jimjams Mobile Application Selection (ahah)…

Al momento non ho trovato altri programmi free che potessero effettivamente competere con questo, anche se ce ne sono un paio che mi riservo di segnalare più in la per alcune particolari caratteristiche.

Come sempre sono benvenute segnalazioni e commenti.

Android: AppMonster

February 10, 2011 Leave a comment

Beh ora che abbiamo per le mani un telefono che è praticamente un computer, non possiamo certo limitarci a fare qualche telefonata e sfogliare qualche pagina… Dobbiamo sicuramente dotarci di un bel mucchietto di applicazioni che ci rendano la vita più movimentata e varia :-)

Faccio una volta per tutte qualche premessa, che non ripeterò quando andrò a presentare le successive applicazioni:

  • Quel che piace a me potrebbe non piacere a voi, e non c’è nulla di male in questo;
  • Sono un minimalista, software di 10M che fanno una cosa che si può fare con meno fronzoli e stelline in 50K, sono automaticamente scartati;
  • Le applicazioni che propongo funzionano sul MIO cellulare Android, nella maniera in cui IO le uso. Non garantisco che funzionino sul vostro, né che facciano quello che serve a VOI;
  • Se presento un’applicazione e voi ne conoscete un’altra migliore, fatemelo assolutamente sapere. Migliore per me si sintetizza in questo: funziona (possibilmente meglio), è piccola (possibilmente più piccola) e consuma poco (spazio, CPU, ergonomia d’uso).

Fatta questa doverosa premessa passo a parlarvi della primissima delle applicazioni che andranno a far parte di una speciale lista del pigiama, la Jimjams Mobile Apps Selection (figata sto nome eh).

AppMonster

Nome dell’applicazione: AppMonster (link al market)

E’ una semplice applicazione che permette, partendo dalla lista di applicazioni installate sul vostro telefono, di effettuare alcune funzioni essenziali, in particolare backup, disinstallazione, lancio, ricerca sul Market della stessa applicazione ed infine re-installazione.

La possibilità di fare il backup delle applicazioni e poi poterle ripristinare all’occorrenza può non sembrare particolarmente utile, visto che in fondo tramite Market è sempre possibile reinstallare quello che si vuole, ma in realtà ci sono tanti casi in cui questo può essere comodo:

  • Abbiamo installato un’applicazione che ci piace, ma per motivi di spazio vogliamo rimuoverla. Facendone il backup sappiamo di poterla recuperare velocemente senza accedere alla rete e senza doverla ricercare;
  • Abbiamo disinstallato un’applicazione che non è più reperibile sul Market;
  • Abbiamo installato una nuova versione di un’applicazione e vogliamo tornare alla versione precedente;
  • Io ne ho in mente alcune altre, se ci pensate vi vengono in mente anche a voi :-)

Stabilito dunque che può essere comodo fare questo tipo di operazione di salvataggio ed avere sempre la possibilità di un ripristino, perché utilizzare proprio AppMonster considerando che ne esistono moltissime di questo tipo, alcune molto potenti e complete?

Beh, io amo la semplicità e l’efficienza. Questa app è davvero piccolina, solo poche decine di Kbytes, fa bene il suo mestiere e rapidamente, senza inutili complicazioni, insomma per svolgere questo compitino è perfetta, ed anche se nel mio telefono ci saranno altre applicazioni di backup molto più complesse e complete, per ripristinare al volo una app che ho disinstallato risulta molto più conveniente lavorare con AppMonster che complicarci la vita con roba più “pesante“.

Ecco quindi che entra a pieno titolo nella Jimjams Mobile Apps Selection (ehehe) nella categoria MicroBackup.

Update 23 marzo 2011

Con l’ultimo aggiornamento sono state introdotte una serie di limitazioni al programma free, in particolare rimossa la possibilità di installare l’applicazione dal market, e soprattutto quella di scegliere quale delle versioni archiviate reinstallare. Diventa quindi impossibile fare il restore di una versione vecchia dell’applicazione che non sia l’ultima.

A questo punto per quanto mi riguarda il programma, almeno nella versione free, perde il suo appeal e sono ufficialmente alla ricerca di un’alternativa.

LG Optimus One (P500): root e dintorni

February 8, 2011 Leave a comment

Ve lo confesso, mi trovo così bene con questo cellulare Android che per molte settimane sono stato in bilico tra il desiderio di smanettarci a morte e la paura di combinare casini e rovinare un equilibrio quasi perfetto, fonte di grande soddisfazione d’uso.

E’ così raro avere per le mani un pezzo di tecnologia che funziona come si deve che davvero avevo poca voglia di fare casini. Poi l’anima hacker che vive in me e che mai si assopisce ha avuto la meglio. Non che quello che ho fatto si possa considerare hacking, ma la bestia ruggisce e la razionalità la tiene a bada :-)

Tant’è, alla fine non ho resistito ed ho cominciato quella strada che so già mi porterà a fare tante cosine poco ortodosse.

Ma vediamo il primo passo, quello facile facile, il rooting.

Rooting questo sconosciuto

Per una persona normale il termine root, il verbo rooting ed il neologismo rootare, sono solo altre parole incomprensibili in un mondo che già ne contiene tante.

In realtà le cose sono più semplici di quanto si creda. Per prima cosa dobbiamo capire che il nostro telefono Android altro non è che un piccolo computer dotato di una variante del sistema operativo Linux. In questo particolare sistema operativo è tradizionalmente chiamato root l’utente amministrativo base del sistema, quello che ha il potere di fare tutto quello che gli pare, fosse anche dannoso, fosse anche distruggere l’intero sistema.

Un utente quindi molto potente, ma che se utilizzato male può fare molti danni. In questo ambiente inoltre quando si parla di diritti di root si fa riferimento proprio ai privilegi che normalmente appartengono a questo utente speciale.

Si capisce bene che i costruttori di telefoni, ma anche la stessa Google che ha creato Android, non desiderino affatto che gli utilizzatori di telefoni “normali” siano abilitati ad accedere a questo tipo di privilegi. Poter avere il totale controllo del sistema operativo infatti ha notevoli impatti negativi nella gestione e manutenzione di un telefono. Il numero di “accidenti” a cui gli utenti andrebbero incontro aumenterebbe considerevolmente; la sicurezza del telefono in generale sarebbe minore; la possibilità di rovinare completamente lo stesso molto più alta, con conseguente aumento delle richieste di intervento in garanzia.

Per questa serie di motivi i telefoni “normali” vengono sempre venduti con un’impostazione dell’utenza non root, a privilegi limitati, ma ampiamente sufficienti a garantire il corretto funzionamento del telefono.

La manipolazione del telefono per ottenere i diritti di root viene quindi considerata un’azione che determina la perdita di ogni diritto di garanzia sul telefono, al pari di manipolazioni hardware dello stesso.

C’è inoltre da dire che un utente normale probabilmente non ha nessun bisogno di farlo e può vivere felice, anzi felicissimo con un telefono esattamente come distribuito (stock).

Per chi mastica inglese una buona spiegazione alternativa alla mia la potete trovare qui. Riprendendo l’articolo citato, ecco i principali pro e contro nel rooting del telefono:

Vantaggi:

  • Pieno controllo del telefono e possibilità di utilizzare applicazioni speciali che richiedono i diritti di root
  • Controllo pieno sul clock del processore (spesso utilizzando kernel modificati)
  • Possibilità di utilizzare una custom recovery e quindi accesso all’installazione di ROM modificate
  • Possibilità di rimuovere le applicazioni non desiderate normalmente installate dai distributori

Svantaggi:

  • Perdita della garanzia (potenziale)
  • Possibilità di bricking del telefono, specialmente per i più inesperti, ma sempre possibile anche per i pro (con bricking si intende che il telefono diventa inutilizzabile, un mattone inutile appunto)
  • Possibilità di creare danni anche hardware (per esempio esagerando con il clock del processore)

Detto questo, per i forti di cuore, ecco come fare… con la premessa doverosa, che se le cose dovessero andare storte la responsabilità dei danni sarà soltanto vostra :-)

Rootare il P500

Considerando che il telefono ed il sistema operativo Android sono disegnati teoricamente per non essere violati, se dovessimo trovare da soli il modo di rootare il nostro telefono, ci sarebbe necessaria una certa dose di bravura e un pizzico di fortuna.

Per fortuna il mondo è grande e pieno di gente in gamba, e nel nostro caso c’è già chi ha lavorato per noi, arrivando a renderci le cose estremamente facili, almeno per i possessori di un Optimus One con versione 2.2 del sistema Android, mentre per quelli con la versione 2.2.1 c’è un passo in più da fare, che spiegherò successivamente. Potete controllare la versione del vostro sistema dal menu delle opzioni del telefono sotto la voce Info sul telefono.

Ecco in breve cosa fare:

  1. Andate sul forum XDA e scaricate il programma Android z4root, dal link in fondo al primo messaggio del forum, se lo fate direttamente dal cellulare, salvate il programma sulla vostra SD card, altrimenti trasferitelo a mano sul cellulare nella SD card;
  2. Verificate nelle opzioni del telefono che sotto la voce Applicazioni sia flaggato ed attivo il parametro Origini sconosciute, in modo da permettervi di installare il programma dalla SD card;
  3. Utilizzando un file manager sul cellulare, per esempio Mini File Manager, navigate fino al programma salvato su SD ed installatelo;
  4. Per partire da una situazione ottimale a questo punto spegnete il telefono, ricaricatelo completamente e quando la batteria è carica riaccendetelo;
  5. A questo punto, con il cellulare appena riacceso e bello carico andate nell’elenco dei programmi ed eseguite z4root. Date una bella ditata sul bottone “Permanent root” (quello temporaneo sul nostro P500 non funziona) ed ATTENDETE PAZIENTEMENTE che finisca il suo lavoro, cosa che potrebbe richiedere da qualche decina di secondi ad alcuni minuti;

Se tutto è andato bene a questo punto dovreste avere i diritti di root sul telefono. Per verificarlo potete utilizzare un piccolo programma disponibile sul market: Root Checker. Quando lo lancerete il programma richiederà i diritti di root, vi comparirà la schermata di SuperUser (installato automaticamente da z4root) che potete vedere sul market online. Dovrete accettare l’opzione per i diritti, e il programma dovrà dirvi che siete root e che è presente busybox.

z4root rimarrà installata e vi permetterà di effettuare l’unroot (ripristino della precedente situazione) o il reroot del cellulare (nel caso per qualche motivo il root non vi funzioni più).

Cosa fare ora che avete il cellulare rootato? Beh questo sarà argomento di altri articoli…

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